Ripartire dalla tutela del territorio per il contrasto ai cambiamenti climatici.

Ripartire dalla tutela del territorio per il contrasto ai cambiamenti climatici.

La scena delle fiamme, alte e indomabili, è stata vissuta con sgomento da migliaia di italiane e di italiani che negli scorsi mesi affacciandosi alla finestra o scendendo per strada vedevano le loro colline, le loro montagne, avvolte dal fuoco. Molti sono stati allontanati dalle loro abitazioni. Alla fine di tutto dopo il duro lavoro dei vigili del fuoco e l’ultimo passaggio dei Canadair lì dove c’era il bosco, e il verde dominava sugli altri colori, non rimaneva che uno strato di terreno nero e qualche albero miracolosamente scampato.

Sono oltre 100 mila gli ettari di bosco che quest’anno non ci sono più. Parliamo di aree colpite lasciate all’incuria ma anche di aree protette come il Vesuvio, il Cilento, il Vallo di Diano, il Gargano, l’Alta Murgia, la Majella, la Sila, il Pollino, il Gran Sasso, la riserva dello Zingaro in Sicilia.

Sicuramente non ci sono parole se non di dura condanna verso coloro che, piromani, puntualmente d’estate finiscono con il divertirsi ad appiccare incendi in lungo e in largo sulla nostra penisola. Ma molte domande sorgono spontanee su quanto fatto dalla istituzioni per cercare di prevenire tutto questo.

I cambiamenti climatici in corso sono sicuramente il motivo più importante per cercare di mettere in sicurezza i nostri territori. D’estate la siccità, le ondate di calore, gli incendi, ma d’inverno le bombe d’acqua, gli allagamenti, le frane, saranno sempre più all’ordine del giorno. Che risposta stiamo dando a tutto questo? Che risposta alle persone che puntualmente si ritrovano in difficoltà ad affrontare tutto questo?

Siamo ancora estremamente impreparati. Non c’è dubbio. Non tutte le regioni d’Italia sono pronte ad affrontare il prossimo inverno garantendo la stessa sicurezza. In quante si applica davvero un Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici?

Siamo impreparati nell’affrontare una strada di cambiamento strutturale e preferiamo puntualmente gestire l’emergenza solo se essa si manifesta, spesso drammatica, spesso mortale per alcuni, troppo spesso con costi che non sono neanche lontanamente vicini a quelli molto inferiori di prevenzione.

Perchè forse è proprio questa la parola chiave che manca nel nostro Paese, una parola che associata ad uno dei concetti cardini dell’ecologia, il principio di precauzione, completa perfettamente il nostro pensiero. Prevenzione che associata alla parola “vulnerabilità”, che è purtroppo propria della stragrande maggioranza dei territori del nostro Paese, metterebbe sicuramente in conto l’importanza e la cura che le istituzioni dovrebbero avere dei propri cittadini.

Eppure ancora poco si sta facendo. Troppo poco per le nostre città, che alla prima bomba d’acqua si allagano facilmente. Troppo poco per la tutela della meravigliosa biodiversità e dei nostri Parchi, grandi presidi contro lo spopolamento di aree interne. Ancora troppo poco per mettere in sicurezza tutti quegli asili e quelle scuole e quegli ospedali che sorgono in aree fortemente a rischio dissesto idrogeologico. Ancora troppo poco per monitorare le zone ad alta criticità, troppo poco contro il consumo del suolo che vede sempre più il nostro Paese impermeabilizzato dal cemento e dall’asfalto. Troppo poco per prevenire gli incendi e la loro propagazione, con linee tagliafuoco praticamente inesistenti nella stragrande maggioranza dei casi.

Per questo Campo Progressista in vista dell’imminente manovra finanziaria si impegnerà fortemente affinché si riescano a destinare importanti risorse su queste problematiche. Perché non è più il tempo dell’attesa. I cambiamenti climatici ci chiederanno di essere sempre più interpreti di un futuro alle porte in grande e rapida trasformazione e noi vogliamo far si che l’incertezza in cui vivono milioni d’italiani e d’italiane non venga trascurata e lasciata al caso, mettendo a rischio la loro vita e quella dei loro cari, ma ripartire dal concetto che tutelare e prenderci cura dell’ambiente con politiche sempre più mirate e investimenti importanti significhi anche e soprattutto prenderci cura di tutti quanti loro.

 

Antonio Castrofino

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